Writing a Letter ©

09 dicembre 2009

I'm Starting With The Man In The Mirror

Vorrei condividere un pensiero con voi.
un pensiero che mi ha colto stamattina dopo qualche giorno che vagava nell'aria.

Ero al bar.
Davanti al giornale.

Insomma, la colazione da vecchio, che commenta sconcertato le notizie di cronaca davanti al caffè.
Sapete no? La classica frase del signore d'altri tempi che critica il progresso con "si stava meglio quando si stava peggio"?
Sì esatto, il classico esemplare di mani dietro la schiena che scrutano i cantieri del centro tritando i maroni ai poveri operai.

Ebbene, sarà per via del collo rigido post acciacco, ma è così che mi sono sentito stamane.
Vecchio. Nel dirmi "Si stava meglio quando si stava peggio".

Insomma, una volta, quando le notizie erano lente e ben poco si sapeva di cosa accadeva nel mondo, si viveva più sereni.
Non bastano i miei problemi che devo sapere quelli di tutti?

Poi ho pensato ai giovani.
Con giovani identifico le persone non con ben pochi anni, ma le persone che si identificano con quelli che hanno voglia di innovare, e che pensano che oggi non si sta peggio di un tempo.
E già le sento le contestazioni!
"non è vero che si stava meglio!"
Oggi si sanno più cose!
Oggi la teconologia ci spara nello spazio e con il mio IPhone so tutto e subito ovunque.
Nella mia macchina nuova ho mille tasti, e posso sentire la radio, parlare al telefono, vedere dove vado e dove dovrò andare!
e tutto senza togliere le mani dal volante.
Le macchine nuove parcheggiano anche da sole!


Ma è star meglio?
Abbiamo la rete. Le informazioni. I mezzi e gli strumenti per cambiare il mondo.
Abbiamo Wikipedia. Da cui sappiamo tutto quello che non sappiamo. E subito.
Abbiamo Google e Facebook.
Abbiamo Skype!


Eppure, davanti al caffè, la sensazione di avere tutto questo, non mi toglie di mente che infondo un pò peggio si sta.
Forse perchè mi rendo conto che rispetto a ieri abbiamo davvero tutte le possibilità.
Chi ieri non le ha avute ci direbbe "quanto siete fortunati!"

Già. E cosa ne facciamo delle possibilità?
Un bel niente. Facciamo la stessa solita vita di prima. Solo più stressata da un ritmo frenetico e dalla cronaca nera che viaggia in tempo reale.
Possiamo essere ovunque. Possiamo sapere tutto.


Mi guardo allo specchio. E con uno sguardo serio guardo anche ognuno di voi.
E senza pretese vi pongo, e mi pongo una domanda.

"Stiamo davvero cambiando le cose? Stiamo davvero sfruttando questa miniera d'oro e possibilità che ci è stata consegnata?"


Forse risponderete di Sì.
Forse, più onestamente direte a voi stessi che non fate abbastanza, come mi sono detto io. Che vivete come tutti gli altri.
Probabilmente tra poco riprenderete la stessa esatta vita di tutti i giorni. Infondo perchè mai bisognerebbe sforzarsi a cambiare?

Si stava meglio quando si stava peggio.
Fino a quando qualcuno non avrà il coraggio di dimostrare concretamente che il meglio non sta nei mezzi, ma il cosa ci si fa con essi.

E tu caro lettore, cosa stai facendo?

01 marzo 2009

Gioia




Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa…

Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero
nei brutti momenti…

Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari…

Ti auguro la primavera e la meraviglia di constatare che è sempre migliore di quanto avevi osato sperare…

Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
- un mazzo di denti di leone appassiti,
- una caramella succhiata a metà
- una rana
- un bacio …

Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello…

Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e, dopo mesi d’attesa,
i piccoli, verdi vegetali
della primavera…

Ti auguro di rimanere affascinata dall’infinita varietà della vita animale…

Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,
conquistata con pazienza e amore…

Ti auguro che tu possa non dover comprare l’amore al prezzo dell’umiliazione…

Ti auguro che tu possa sempre trovare le parole giuste
per mantenere al loro posto gli spacconi e avere
abbastanza forza nelle ginocchia per camminare con dignità…

Ti auguro che tu possa avere
un cuore pieno d’amore
e giudizi accorti…

Ti auguro la gioia di essere desiderata, e di trovare il regalo perfetto, sentire il profumo della terra, dal prato aperto…

Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente, con una calligrafia che non vedevi da anni…

Ti auguro lettere piene di elogi,
piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.

Ti auguro lettere sciupate, macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci.

Ti auguro la felicità di dimenticare
il passato
e di trovare nuovi inizi.

Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista,
l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,





il trarre piacere dal passato
così come dal presente.

Ti auguro la gioia della creatività.

Ti auguro felicità…
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.

Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.

Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.

Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di
dare, di correre il rischio d’amare.

Tratta la felicità con gentilezza:
è un prestito.

Pam Brow

18 febbraio 2009

piccole parole piccine




la parola IO.



IO, usato come per dire io faccio questo ha un senso.
Usata come il mio IO ha un senso molto molto più grande.




Il mio IO è la mia stessa anima.
Non solo.
- è anche il mio corpo.



Di Me Tutto.
- è IO -


Lo stesso vale per TE.
Non è solo TE.
- è IMMENSO .


ORA
cosa accade a mettere assieme due IMMENSITA'.
Due piccine parole.

- IO e TE -


Come due gocce che per angolo di contatto si fondono e si stringono in una goccia più grande.

- INDISSOLUBILE -




Una sola piccola la parola.

Due lettere IO
Due lettere TE.

Unendosi in sole TRE lettere - quindi più piccina-
Una in meno della somma.




- NOI -


Ma più piccina, lo è
- Davvero - ?

10 dicembre 2008

Percorsi.

La strada per il Paradiso sarà un Inferno.

10 novembre 2008

La vita è un capello

Buio.

Poi d'un tratto. Improvviso.

luci.
Lamiera.
Paura.
Impatto.



La cintura.
Il fosso.
La salute di tutti.


Correre fuori.
Senza pensare.



La vita è un capello.




Mille cose ogni giorno.
incoscenti
che è un attimo.

03 novembre 2008

Sono solo parole nel vento.

Si.
Giornata Piena, di Emozioni, di piccole Cose, di Voglia di fare. Risate.
Sotto le gocce tra il silenzio del Valentino,
o le note che riempiono il palazzetto sportivo
mentre piano piano ci si ricorda com'è che si fa
a pattinare sul ghiaccio. Quanti anni dall'ultima volta!
Finalmente si riesce a renderlo vero.
Cioccolata calda, da un vetro e la pioggia
che dal caldo non nuoce.
Un ristorante nuovo, una speciale scoperta.
sarà uno dei miei posti, già ne sono sicuro.
e passare la sera, a mandare messaggi alla radio, e richieder canzoni,
come fosse nell'auto il nostro jukeBox.
E ridere insieme, e cantare, di tutto e di niente, un buon vino rubino,
una mano nei guanti.
E poi sul ritorno, una vita spezzata. Un incidente mortale.
e vederne la fine.

Come la fine, di questa lungo weekend.
Pieno.
Vissuto.

E una canzone non chiesta, nella radio racconta.
Mi va di sentirla, e di impararla un pochino.



Sono solo, parole nel vento.

01 novembre 2008

è

Essenza è tutto facendosi Niente.