I'm Starting With The Man In The Mirror
Vorrei condividere un pensiero con voi.
un pensiero che mi ha colto stamattina dopo qualche giorno che vagava nell'aria.
Ero al bar.
Davanti al giornale.
Insomma, la colazione da vecchio, che commenta sconcertato le notizie di cronaca davanti al caffè.
Sapete no? La classica frase del signore d'altri tempi che critica il progresso con "si stava meglio quando si stava peggio"?
Sì esatto, il classico esemplare di mani dietro la schiena che scrutano i cantieri del centro tritando i maroni ai poveri operai.
Ebbene, sarà per via del collo rigido post acciacco, ma è così che mi sono sentito stamane.
Vecchio. Nel dirmi "Si stava meglio quando si stava peggio".
Insomma, una volta, quando le notizie erano lente e ben poco si sapeva di cosa accadeva nel mondo, si viveva più sereni.
Non bastano i miei problemi che devo sapere quelli di tutti?
Poi ho pensato ai giovani.
Con giovani identifico le persone non con ben pochi anni, ma le persone che si identificano con quelli che hanno voglia di innovare, e che pensano che oggi non si sta peggio di un tempo.
E già le sento le contestazioni!
"non è vero che si stava meglio!"
Oggi si sanno più cose!
Oggi la teconologia ci spara nello spazio e con il mio IPhone so tutto e subito ovunque.
Nella mia macchina nuova ho mille tasti, e posso sentire la radio, parlare al telefono, vedere dove vado e dove dovrò andare!
e tutto senza togliere le mani dal volante.
Le macchine nuove parcheggiano anche da sole!
Ma è star meglio?
Abbiamo la rete. Le informazioni. I mezzi e gli strumenti per cambiare il mondo.
Abbiamo Wikipedia. Da cui sappiamo tutto quello che non sappiamo. E subito.
Abbiamo Google e Facebook.
Abbiamo Skype!
Eppure, davanti al caffè, la sensazione di avere tutto questo, non mi toglie di mente che infondo un pò peggio si sta.
Forse perchè mi rendo conto che rispetto a ieri abbiamo davvero tutte le possibilità.
Chi ieri non le ha avute ci direbbe "quanto siete fortunati!"
Già. E cosa ne facciamo delle possibilità?
Un bel niente. Facciamo la stessa solita vita di prima. Solo più stressata da un ritmo frenetico e dalla cronaca nera che viaggia in tempo reale.
Possiamo essere ovunque. Possiamo sapere tutto.
Mi guardo allo specchio. E con uno sguardo serio guardo anche ognuno di voi.
E senza pretese vi pongo, e mi pongo una domanda.
"Stiamo davvero cambiando le cose? Stiamo davvero sfruttando questa miniera d'oro e possibilità che ci è stata consegnata?"
Forse risponderete di Sì.
Forse, più onestamente direte a voi stessi che non fate abbastanza, come mi sono detto io. Che vivete come tutti gli altri.
Probabilmente tra poco riprenderete la stessa esatta vita di tutti i giorni. Infondo perchè mai bisognerebbe sforzarsi a cambiare?
Si stava meglio quando si stava peggio.
Fino a quando qualcuno non avrà il coraggio di dimostrare concretamente che il meglio non sta nei mezzi, ma il cosa ci si fa con essi.
E tu caro lettore, cosa stai facendo?
un pensiero che mi ha colto stamattina dopo qualche giorno che vagava nell'aria.
Ero al bar.
Davanti al giornale.
Insomma, la colazione da vecchio, che commenta sconcertato le notizie di cronaca davanti al caffè.
Sapete no? La classica frase del signore d'altri tempi che critica il progresso con "si stava meglio quando si stava peggio"?
Sì esatto, il classico esemplare di mani dietro la schiena che scrutano i cantieri del centro tritando i maroni ai poveri operai.
Ebbene, sarà per via del collo rigido post acciacco, ma è così che mi sono sentito stamane.
Vecchio. Nel dirmi "Si stava meglio quando si stava peggio".
Insomma, una volta, quando le notizie erano lente e ben poco si sapeva di cosa accadeva nel mondo, si viveva più sereni.
Non bastano i miei problemi che devo sapere quelli di tutti?
Poi ho pensato ai giovani.
Con giovani identifico le persone non con ben pochi anni, ma le persone che si identificano con quelli che hanno voglia di innovare, e che pensano che oggi non si sta peggio di un tempo.
E già le sento le contestazioni!
"non è vero che si stava meglio!"
Oggi si sanno più cose!
Oggi la teconologia ci spara nello spazio e con il mio IPhone so tutto e subito ovunque.
Nella mia macchina nuova ho mille tasti, e posso sentire la radio, parlare al telefono, vedere dove vado e dove dovrò andare!
e tutto senza togliere le mani dal volante.
Le macchine nuove parcheggiano anche da sole!
Ma è star meglio?
Abbiamo la rete. Le informazioni. I mezzi e gli strumenti per cambiare il mondo.
Abbiamo Wikipedia. Da cui sappiamo tutto quello che non sappiamo. E subito.
Abbiamo Google e Facebook.
Abbiamo Skype!
Eppure, davanti al caffè, la sensazione di avere tutto questo, non mi toglie di mente che infondo un pò peggio si sta.
Forse perchè mi rendo conto che rispetto a ieri abbiamo davvero tutte le possibilità.
Chi ieri non le ha avute ci direbbe "quanto siete fortunati!"
Già. E cosa ne facciamo delle possibilità?
Un bel niente. Facciamo la stessa solita vita di prima. Solo più stressata da un ritmo frenetico e dalla cronaca nera che viaggia in tempo reale.
Possiamo essere ovunque. Possiamo sapere tutto.
Mi guardo allo specchio. E con uno sguardo serio guardo anche ognuno di voi.
E senza pretese vi pongo, e mi pongo una domanda.
"Stiamo davvero cambiando le cose? Stiamo davvero sfruttando questa miniera d'oro e possibilità che ci è stata consegnata?"
Forse risponderete di Sì.
Forse, più onestamente direte a voi stessi che non fate abbastanza, come mi sono detto io. Che vivete come tutti gli altri.
Probabilmente tra poco riprenderete la stessa esatta vita di tutti i giorni. Infondo perchè mai bisognerebbe sforzarsi a cambiare?
Si stava meglio quando si stava peggio.
Fino a quando qualcuno non avrà il coraggio di dimostrare concretamente che il meglio non sta nei mezzi, ma il cosa ci si fa con essi.
E tu caro lettore, cosa stai facendo?



